Privo del retaggio di tutti gli artifici hollywoodiani splatter e buonisti,The Exorcism of Emily Rose è una pellicola tutt'altro che banale.Un film tratto da una storia vera, basato su un'ottima sceneggiatura e un intreccio davvero interessante.
Padre Moore è in arresto per l'omicidio di Emily Rose, una diciannovenne afflitta da un grave male di cui non si conosce la causa.
Emily era vittima di visioni terribili e violente convulsioni.
Erin Burner, splendidamente interpretata da Laura Linney, è un avvocato intelligente: determinata, cinica e disincantata, accetta di seguire il caso e porta avanti la linea di difesa affermando senza mezzi termini che non si è trattato di omicidio, ma di un esorcismo.
Il film si sofferma sul diritto e il dovere di dubitare davanti ad eventi apparentemente inspiegabili, suscitando un forte dibattito tra fede e scienza: la scienza avrebbe potuto curare e salvare Emily, o era realmente posseduta da forze demoniache? Con una struttura filmica che porta avanti lo s volgimento del processo al sacerdote esorcista (Tom Wilkinson) e le più spaventose scene della possessione, il film rientra a pieno titolo nel nuovissimo genere del legal horror.
La vera storia dell'unico esorcismo riconosciuto dalla Chiesa cattolica negli ultimi secoli, non ha bisogno di effetti speciali.
Il film si basa su un'ampia documentazione antropologica e un profondo desiderio di realismo.
Ciò che risulta davvero speciale, è la sconvolgente e straordinaria intepretazione di Jennifer Carpenter che, insieme a Laura Linney, contribuiscono ad un cast d’ eccezione e motivano la partecipazione fuori concorso al Festival di Venezia.